Nell’ambito di EURONAVAL, il più importante appuntamento al mondo nel settore della difesa navale, giunto quest’anno alla 22ma edizione, Fincantieri ha dato l’annuncio dell’avvenuta costituzione, negli Emirati Arabi Uniti, della Società ETIHAD SHIP BUILDING, una Joint Venture tra Al Fattan Ship Industries, Melara Middle East e la stessa Fincantieri.
Gli obiettivi che la nuova Società intende perseguire sono la progettazione, produzione e vendita di differenti tipi di navi civili e militari oltre ad attività di manutenzione e refitting.
Attualmente Fincantieri è impegnata nella realizzazione di due programmi per la Marina Militare degli Emirati Arabi Uniti che prevedono la costruzione di Pattugliatori d’altura classe “Abu Dhabi” e di Pattugliatori costieri classe “Falaj 2″.
A margine dell’annuncio odierno l’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha dichiarato: “Oggi più che mai l’acquisizione di commesse all’estero comporta che le navi vengano costruite in cantieri locali. Per questo motivo dobbiamo attrezzarci adeguatamente per poter garantire al cliente qualità e tempi di consegna contenuti. La strategia che stiamo perseguendo ci consente di realizzare in Italia le prime unità per la Marina Militare degli Emirati Arabi Uniti, e di fornire il trasferimento di tecnologia”. Bono ha concluso: “Siamo particolarmente soddisfatti perché questo accordo in prospettiva ci offre importanti potenzialità di business non solo nel comparto militare ma anche in quello civile”.
(Fincantieri)
L’S-97 Raider, l’applicazione militare del dimostratore tecnologico X2 di Sikorsky, verrà costruito in due esemplari prototipici con obiettivo di presentarli quanto prima alle forze armate americane per una valutazione, il cui esito positivo potrebbe portare ad un successivo contratto d’acquisizione qualora rispondesse ai requsiti dei clienti finali (esercito, marines). Il primo volo potrebbe avvenire entro il 2014, a seconda di come procederà il programma di sviluppo (che prevede la prima revisione finale di progetto l’anno prossimo), e delle esigenze dei potenziali utilizzatori.
A marzo Sikorsky ha presentato, in seguito alla richiesta di informazioni, la sua proposta di Raider X2, in grado di trasportare oltre ai due piloti, altri sei soldati, o una mitragliatrice o attrezzatura per evacuazione medica, per il programma dell’Esercito Armed Aerial Scout (AAS), che mira a soddisfare l’esigenza operativa di un nuovo elicottero d’attacco leggero per ricognizione armata. I prototipi X2 Raider avranno un ridotto raggio di virata e una firma acustica minore rispetto agli altri elicotteri della stessa categoria, con un aumento significativo del carico utile del velivolo, della sua autonomia, della manovrabilità, con la capacità di operare ad alta quota.
“Questi attributi permetteranno al velivolo X2 Raider di soddisfare e superare i potenziali requisiti dell’US Army per il prossimo elicottero da ricognizione armata”, ha dichiarato Doug Shidler, Direttore della divisione Light Tactical Helicopter. “Se sarà scelto dall’Esercito, il progetto X2 Raider permetterà grandi performance di volo in regioni ad elevata altitudine che attualmente rappresentano una sfida per gli elicotteri militari leggeri di oggi”.
Il dimostratore tecnologico X2 di Sikorsky a settembre ha stabilito il record di velocità, in via non ufficiale durante un volo di prova, di 250 nodi (462 km/h).
Frutto della ricerca effettuata dalla compagnia al fine di trovare un valido compromesso tra capacità di hovering e velocità, l’X2 si differenzia dal resto degli elicotteri di produzione occidentale presentando due rotori coassiali controrotanti ed un’elica propulsiva di coda che fanno raggiungere al mezzo prestazioni comparabili a quelle del convertiplano V-22 Osprey. A queste doti si unisce una buona manovrabilità alle basse velocità, un’efficienza in hovering, la sicurezza nell’eventualità di porre le pale in autorotazione, e la possibilità di effettuare una facile transizione alle alte velocità.
In aggiunta il dimostratore tecnologico, in sviluppo dal 2005, incorpora controlli Fly-by-Wire e innovazioni in materia di riduzione delle vibrazioni e della resistenza del mozzo del rotore e delle pale, i cui giri possono essere controllati in tutto l’inviluppo di volo.
L’S-97 Raider X2 intende incontrare i bisogni dell’esercito e del comando operazioni speciali per un velivolo multimissione che possa viaggiare ad una velocità doppia rispetto agli elicotteri convenzionali e combinare ottime doti di manovrabilità e performance con una bassa signatura acustica. In tal modo il velivolo potrebbe effettuare missioni di ricognizione armata, assalto, supporto aereo ravvicinato, ricerca e soccorso in condizioni di combattimento, evacuazione medica o subire modifiche per renderlo “unmanned”.
La Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) ha assegnato a Pratt & Whitney Rocketdyne un contratto, del valore di 1 milione di dollari, per progettare un motore adatto alle esigenze del programma di ricerca Transformer (TX), volto allo studio di un veicolo da strada capace di decollare e atterrare verticalmente. Il motore userà la tecnologia EnduroCORE sviluppata da Pratt & Whitney Rocketdyne. Si tratta di un motore diesel a basso consumo durevole, leggero e silenzioso progettato per supportare applicazioni che vanno dalla propulsione alla produzione di energia. La consegna è prevista per il 2015.
“Siamo onorati che la DARPA abbia scelto Pratt & Whitney Rocketdyne per progettare il motore di un veicolo che aiuterà le nostre truppe in missione in modo efficace e sicuro senza essere condizionate dalla viabilità esistente e dalle zone di atterraggio convenzionali”, ha dichiarato Scott Claflin, direttore di Power Innovations, una divisione di Pratt & Whitney Rocketdyne.
Il veicolo TX, ancora in fase concettuale, sarà progettato per trasportare fino a quattro soldati equipaggiati o 454 kg di materiale. Sarà capace di decollo e atterraggio verticale e autonomia fino a 463 km senza dover fare rifornimento. L’esigenza di incrociare un humvee con un elicottero nasce dall’idea di poter evitare in questo modo di subire attacchi asimmetrici in contesti urbani, o sulle strade normalmente trafficate nei teatri d’operazione, potendo decollare in spazi ridotti in situazioni di pericolo o evitare di utilizzare quei percorsi prevedibili su cui si concentrano gli attacchi degli “insurgents”. Le applicazioni vanno dai rifornimenti, al trasporto di soldati in zona d’operazione, all’estrazione di soldati impegnati in battaglia in situazione di difficoltà, o evacuazione medica. Guida, navigazione e controllo si baseranno su sistemi automatici che non richiederanno l’utilizzo di un pilota esperto.
Nella prima fase del programma verranno testati sistema di propulsione, superfici alari adattabili, materiali leggeri e nuovi controlli di volo per implementare la capacità VTOL (vertical take-off and landing) del veicolo con modalità di volo semi-automatica. L’eventuale successo di questa prima fase aprirà le porte a successivi sviluppi fino a che il progetto non sarà ritenuto maturo abbastanza per avviare la produzione.
Al programma partecipano oltre a Pratt & Whitney Rocketdyne, AAI e Lockheed Martin in veste di prime contractor; la Carnegie Mellon University, Aurora Flight Sciences, ThinGap, Metis Design, e l’agenzia governativa Small Business Innovation Research (SBIR).
MBDA ha dimostrato l’efficacia del Next Generation Multiple Warhead System (NGMWS), designato HARDBUT (Hard and Deeply Buried Target), presso il poligono Essais de Missiles della DGA (l’agenzia per le acquisizioni militari francese) di Biscarosse.
La prova è stata effettuata montando la testata a bordo di un missile (di forma similare allo Scalp Naval) agganciato ad una slitta che lo ha guidato lungo il binario fino a che la carica precursore non è detonata di fronte ad un muro di cemento armato; la bomba inerte è quindi passata attraverso l’obiettivo dimostrando una capacità di penetrazione superiore a quella delle attuali testate in produzione di MBDA. Il test ha dimostrato anche la robustezza del sistema compatto Ruggedized Electronic In-line Fuze (REIF), che conterrà i sottosistemi di calcolo.
Il test e l’obiettivo sono stati progettati per essere rappresentativi di reali casi operativi. In particolare l’NGMWS è studiato per distruggere una vasta gamma di obiettivi rinforzati, come centri di comando e controllo, infrastrutture sotterranee, o rifugi sottoterra quali caverne che riflettono le attuali esigenze operative, con speciale riferimento al teatro afghano.
Questa prova segue il primo test del sistema condotto con successo il 18 Maggio 2010, utilizzato per convalidare i concetti alla base della progettazione della nuova carica NGMWS. Un terzo e ultimo test è previsto per concludere i lavori associati al programma di ricerca Hardbut.
Il programma di dimostrazione tecnologica anglo-francese consiste in un programma di ricerca finanziato e gestito dal Ministero della Difesa inglese e dalla DGA, che vede MBDA UK quale prime contractor. Partecipano al programma anche il Defence Science and Technology Laboratory (DSTL), il CEA (Commissariat à l’Energie Atomique et aux énergies alternatives), e team di studio appartenenti a Thales Missile Electronics (TME), QinetiQ, BAE Systems Global Combat Systems Munitions (GCSM) e Fluid Gravity Engineering (FGE).