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SELEX Galileo firma un protocollo di intesa con il Centro di Supporto e Sperimentazione Navale (CSSN) della Marina Militare Italiana

Riferimento | Europa | Marina |

SELEX Galileo ed il Centro di Supporto e Sperimentazione Navale della Marina Militare Italiana (CSSN) hanno firmato un importante protocollo di intesa per lo sviluppo congiunto di tecnologie innovative.
Il Protocollo di Intesa tra il CSSN, che opererà tramite l’Istituto per le Telecomunicazioni e l’Elettronica “Giancarlo Vallauri” di Livorno (CSSN – ITE), e SELEX Galileo prevede la collaborazione in attività sperimentali secondo le direttive dello Stato Maggiore della Marina nel settore delle telecomunicazioni e dell’elettronica.

Nell’ambito del Protocollo rientra anche l’individuazione di possibili sinergie per la realizzazione di progetti in grado di aumentare l’affidabilità e la qualità dei prodotti e delle prestazioni fornite dagli stessi, anche con l’impiego di bersagli e sistemi di simulazione. Inoltre, grazie a questo protocollo, SELEX Galileo porterà avanti le prove atte alla validazione delle “prestazioni attese” dei sistemi di simulazione di equipaggiamenti elettro-ottici.

L’accordo pone infine le basi per l’individuazione e la definizione congiunta di attività di studio e sperimentazione in previsione di una futura collaborazione, anche attraverso lo scambio/permuta di beni e servizi.

Il CSSN – ITE opera con le proprie strutture nel settore delle telecomunicazioni e dell’elettronica in attività di supporto tecnico-operativo e tecnico-logistico, di sperimentazione, di valutazione di studi e progetti di nuove apparecchiature, anche in collaborazione con altri enti della Difesa.

(Selex Galileo)

Unite le due prime sezioni dello scafo della HMS Queen Elizabeth

Riferimento | Europa | Marina |


Presso i cantieri BAE Systems di Govan è avvenuta l’unione delle prime due sezioni centrali di quello che sarà lo scafo della nuova portaerei inglese da 65.000 tonnellate HMS Queen Elizabeth.

Il processo di trasporto in sede ha coinvolto una squadra di 20 dipendenti che controllavano a distanza la piattaforma mobile sopra la quale era alloggiata la sezione; i 100 metri che separavano i due blocchi da 1.221 tonnellate ciascuno sono stati coperti in un’ora. La sezione dello scafo in arrivo è stata poi allineata con precisione alla prima che l’attendeva già all’interno del capannone.

In particolare le due sezioni coinvolte costituiscono il Lower Block 03, la parte centrale dello scafo che arriva fino al ponte hangar. Gli operai continueranno ora l’allestimento del blocco, che al termine dei lavori peserà più di 9.300 tonnellate e misurerà 23 metri in altezza, 63 metri in lunghezza e 40 metri in larghezza. La fase successiva vedrà la spedizione del blocco a Rosyth nella seconda parte dell’anno, sito dove la HMS Queen Elizabeth sarà assemblata in bacino di carenaggio.

Come membro del consorzio Aircraft Carrier Alliance, BAE Systems sta lavorando in collaborazione con Babcock, Thales e il Ministero della Difesa britannico in questo enorme progetto che sta rapidamente guadagnando slancio e impiega al momento oltre 8.000 persone in tutta cantieri navali di Glasgow (Scotstoun e Govan), Portsmouth, Appledore, Rosyth, Merseyside e Newcastle, con altre migliaia in tutta la catena di subfornitori dell’indotto.

BAE Systems sta lavorando anche sulla sezione principale di poppa presso questo cantiere sul fiume Clyde, la sezione più grande e complessa della nave, i cui sotto-blocchi anteriore e inferiore sono in costruzione presso le varie strutture nell’area di Portsmouth, così come l’integrazione e il collaudo del sistema di missione e di quelli di comunicazione, e del radar ARTISAN 3D. BAE Systems inizierà i lavori di costruzione delle due isole, che ospitano le strutture di controllo del ponte e del traffico, verso la fine dell’anno.
Babcock ha già consegnato le prime sezioni di prua mentre Thales UK è al lavoro sul sistema di propulsione.


Il progetto della nuova portaerei HMS Queen Elizabeth è stato recentemente aggiornato con l’aggiunta di catapulte e cavi d’arresto, per renderla interoperabile con gli aerei francesi ed americani. La modifica comporterà uno slittamento dell’entrata in servizio della nave di circa tre anni, prevista ora per il 2020, data in cui saranno disponibili gli F-35C che costituiranno il principale assetto offensivo della nave.

La Juan Carlos I riceve il primo elicottero

Riferimento | Europa | Marina |


Un SH-3D Sea King della 5ª Escuadrilla è atterrato sopra il terzo spot del ponte di volo della Buque de Proyección Estratégica ‘Juan Carlos I’ (L61) della Marina spagnola, divenendo così il primo velivolo ad essere ospitato a bordo della nave.

Dopo questo primo arrivo, seguiranno altri elicotteri della 6ª Escuadrilla (basata su Hughes 500) e gli AB-212 della 3ª Escuadrilla. Queste attività di volo si inseriscono nel programma per l’ottenimento della certificazione operativa della nuova LHD (Amphibious Assault Ship) della Marina, che si completerà con il lancio e l’atterraggio di un Harrier AV-8B Plus della 9ª Escuadrilla.

La Juan Carlos I può ospitare 30 velivoli tra componente ad ala fissa e rotante, e il ponte di volo è dotato di 6 spot per elicotteri AB-212, SH-3D, UH-60, NH-90 (in alternativa può operare 4 CH-47 Chinook), e 3 stazioni di parcheggio laterale. Lo sky-jump rende possibile il lancio di velivoli a decollo corto e atterraggio verticale come i 12 Harrier trasportabili sulla nave.

Fin dalla sua consegna alla Marina Militare spagnola avvenuta lo scorso 30 settembre, la nave è entrata nella fase di valutazione operativa della durata di un anno, al fine di testare la corrispondenza delle prestazioni dei sistemi con le specifiche di progetto. Il primo test ha riguardato il sistema di propulsione CODLAG (COmbined Diesel-eLectric and Gas turbine).

Recentemente ha partecipato all’esercitazione ADELFIBEX 01/11, che vedeva impegnato il Grupo de Acción Naval-2 (COMGRUP-2) per operazioni di proiezione e assalto anfibio, con l’opportunità di testare il bacino allagabile per il lancio dei 4 LCM 1E (Landing Craft Mechanized) e dei 4 gommoni RHIB (Rigid-hulled inflatable boat) ospitati. La nave può operare anche singole piattaforme cargo LCU (Landing Craft Utility) e 1 hovercraft da sbarco LCAC (Landing Craft, Air Cushion).

La LHD Juan Carlos I è stata progettata per svolgere missioni anfibie, proiezione di forza, trasporto cargo e assistenza umanitaria in aree disastrate (grazie alla grande capacità dell’ospedale a bordo), potendo agire anche come portaerei ausiliaria. Ospita sistemi di gestione e comunicazione C2 (Comando e Controllo), radar di ricerca 3D Lanza Naval, radar di navigazione e superficie, suite ESM/ECM, IFF, e sistemi di sorveglianza EO/IR. Il sistema di combattimento è lo SCOMBA standard. Quanto all’armamento per autodifesa, sistema anti-siluro rimorchiato Nixie, 4 mitragliatrici da 20mm, 6 da 12.7mm, e kit d’esca antimissile SRBOC Mk 36.

La nave ha una lunghezza complessiva di 230.82 metri (ponte di volo 202.3 m), e un dislocamento a pieno carico di 27.500 tonnellate. Può raggiungere velocità di 20 nodi con un’autonomia di 11.000 km (16.600 km alla velocità di crociera di 15 nodi). Il suo equipaggio sarà composto da 247 persone con capacità di ospitarne 1.400 (o 902 soldati equipaggiati).

Attualmente sono state ordinate al costruttore Navantia 3 unità, una per l’Armada e 2 per la Royal Australian Navy (Classe Canberra), in collaborazione con BAE Systems Australia, con consegne nel 2014 (HMAS Canberra) e 2015 (HMAS Adelaide).

Il primo degli ultimi 4 Harrier Plus spagnoli completa la campagna di test

Riferimento | Europa | Marina |


Ha completato i test di volo il primo AV8B modificato nell’ambito dell’ultima fase del programma di ammodernamento della linea Harrier della Marina spagnola.
I test sono stati condotti presso l’impianto Cassidian (EADS) di San Pablo (Siviglia), prima che l’aereo venisse consegnato alla Marina e schierato presso la base navale Rota, sede degli Harrier spagnoli. La consegna di ciascun velivolo avverrà non appena saranno ultimati i lavori in corso e una volta ottenuta la nuova certificazione.

Il programma per aggiornare la configurazione dei 4 rimanenti velivoli della Marina AV8B, per portarli allo stesso standard Plus degli altri 13, comprende, tra le altre modifiche, l’installazione del motore 408A (11-61, Mk107), ultimo arrivato della famiglia Pegasus di Rolls-Royce, lavori di miglioramento e ringiovanimento della struttura e dei sistemi avionici (radar AN/APG-65C, sistemi per visione notturna, di missione, navigazione e comunicazione tattica), nonché l’integrazione di nuove direttive tecniche e la revisione della terza fase del piano SDLM/AGE (Scheduled Depot Level Maintenance/Age).

Il travagliato programma di aggiornamento degli AV-8B spagnoli è iniziato a fine anni ’90 ed è stato diviso in due tranche di cinque e quattro velivoli (8 velivoli sono stati acquistati direttamente allo standard Plus), con scadenza nel 2012. Attualmente la Spagna dispone globalmente di 16 Harrier, di cui 12 sono Plus, e 1 addestratore TAV-8B. 3 aerei sono andati perduti nel corso degli anni.

L’AV-8B+ Harrier II, è un caccia subsonico prodotto dalla ex McDonnell Douglas Aerospace (oggi Boeing), l’unico attualmente in servizio con capacità di decollo/atterraggio verticale (V/STOL) per poter operare da unità navali medio-piccole dotate di ponte di volo. Il testimone passerà all’F-35B Lightning II, di cui si prevede l’acquisto futuro da parte della Spagna per la Unidad Aérea Embarcada (UNAEMB) della portaerei Príncipe de Asturias e della Buque de Proyección Estratégica (BPE) Juan Carlos I.

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