Libia: Caccia italiani entrati in azione
21 mar, 2011
Anche l’Italia ha preso parte ufficialmente, nella seconda notte di guerra, agli attacchi contro le postazioni radar e le infrastrutture critiche libiche, all’interno della missione Odyssey Dawn.
In particolare nell’attacco sono stati coinvolti 8 velivoli, 4 Tornado ECR del 50° Stormo di Piacenza dotati di missili aria-superficie AGM-88 HARM (High-speed Anti Radiation Missile) scortati da 4 F-16, decollati da Trapani Birgi dove è schierato il 37° Stormo. I velivoli sono stati accompagnati da due Tornado IDS in configurazione tanker per rifornimento in volo e sono arrivati dopo circa 20 minuti sopra i cieli di Bengasi.
L’operazione è iniziata alle ore 20 con il decollo del primo caccia ed è terminata alle 22:20 con l’atterraggio dell’ultimo velivolo della formazione. I due Tornado tanker, che appartengono al 6° Stormo di Ghedi (Brescia), sono stati i primi a rientrare alla base dopo aver effettuato il rifornimento aereo degli altri velivoli.
Successive missioni occuperanno nel corso di questi giorni i Tornado ECR, che sono stati specificatamente richiesti dal comando della coalizione – affidato per il momento all’Ammiraglio USA Samuel J. Locklear, che si trova a bordo della USS Mount Whitney – dato che solo la Germania, la quale non partecipa alla missione, è dotata di analogo assetto.
L’Aeronautica Militare ha schierato anche gli Eurofighter del IV stormo di Grosseto, giunti anch’essi a Trapani nella giornata di ieri, che possono essere impiegati assieme agli F-16 nell’ambito di operazioni aeree complesse (COMAO – Combined Air Operations) per garantire la difesa degli altri velivoli impiegati nella missione contro eventuali aerei ostili e così mantenere una superiorità aerea per portare a termine la missione assegnata. I Tornado IDS possono essere impiegati per missioni aria-suolo attraverso l’utilizzo di munizionamento di precisione oppure nella funzione di rifornimento in volo.
Intanto da Sigonella sono decollati per missioni di bombardamento SEAD anche gli F-16 danesi, così come un Global Hawk americano per funzioni ISR (intelligence, sorveglianza, ricognizione), entrato in azione al diminuire delle potenziali minacce costituite dalle batterie di SA-5 in gran parte ora distrutte. In giornata arriveranno alla base anche gli F-16 norvegesi partiti dalla base aerea di Bodoe. Entrata in azione per la prima volta in combattimento anche una coppia di EA-18G Growler per guerra elettronica, partita da Aviano, che ha assistito gli AV-8B dell’USMC partiti dalla LHD USS Kearsarge per attacchi contro le forze di terra libiche. Questa specialità non è stata richiesta immediatamente all’inizio degli attacchi grazie alla resistenza anti-jamming dei missili cruise impiegati nella prima ondata, più che sufficiente per contrastare le scarse contromisure elettroniche libiche. I Growler assicureranno maggior sicurezza contro imprevisti lanci di missili anti-aerei da siti nascosti.
I Typhoon inglesi provenienti dalle basi di Coningsby e Leuchars, schierati a Gioia del Colle nel quadro della missione Ellamy, partecipano al mantenimento della no-fly zone. Nell’aeroporto pugliese giungeranno anche i Tornado GR4 dalla base inglese di Marham. Una nota del Ministero della Difesa inglese comunica che, contrariamente a quanto previsto, i Tornado non hanno sganciato nessun Storm Shadow durante la prima notte di attacchi, a causa dell’informativa sulla presenza di civili nell’area, ritornando alla base inglese dopo un viaggio di 4.800 km tra andata e ritorno con tutti i missili ancora a disposizione. A Gioia del Colle gli inglesi sono quindi schierati con il neo-costituito 906 Expeditionary Air Wing supportato dal 907 Expeditionary Air Wing basato ad Akrotiri, Cipro, che conta su aerei VC-10, Nimrod R1, E3D Sentry, Sentinel, TriStar e su aerei da trasporto C-17 e C-130 per supporto logistico.
Alle operazioni di pattugliamento partecipano gli F-18 canadesi e spagnoli, gli F-16 belgi, danesi e olandesi e potrebbero aggiungersi i Gripen svedesi.
Arrivata in zona d’operazioni anche la portaerei francese Charles de Gaulle partita da Tolone, accompagnata dal gruppo di supporto costituito dalle fregate Dupleix e Aconit, e dal rifornitore Meuse, che si unirà al cacciatorpediniere classe Orizzonte Forbin già schierato al largo delle coste libiche assieme all’analoga unità italiana Andrea Doria.


