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Vicino il contratto per le due nuove portaerei inglesi CVF

Riferimento | Europa | Marina |


Il Ministro della Difesa inglese Des Browne (foto) ha dichiarato che è pronto a dare il via libera alla firma del contratto relativo alle due nuove portaerei da 65.000 tonnellate di dislocamento classe Queen Elizabeth, programma del valore di circa 6.2 miliardi di euro. Ora si aspetta la formazione del consorzio industriale BVT, composto da BAE Systems (55%) e VT Group (45%), che sarà l’asse portante della Aircraft Carrier Alliance, il raggruppamento di aziende coinvolte nella realizzazione dell’opera, che verrà condotta presso i cantieri di Portsmouth, Barrow-in-Furness, Glasgow e Rosyth.

Il ministro ha commentato “Le due portaerei forniranno alle nostre forze di prima linea le moderne capacità di cui avranno bisogno nel corso dei prossimi decenni. Esse sosterranno il mantenimento della pace e la prevenzione dei conflitti così come le nostre priorità strategiche operative. Questo è un giorno importante per il progetto e sono lieto che ci stiamo avvicinando alla firma dei contratti per la loro fabbricazione”.

La Baronessa Taylor, a capo del DE&S (Defence Equipment and Support) del Ministero della Difesa, ha aggiunto:
“La conferma odierna che stiamo procedendo con le due nuove portaerei sottolinea il nostro impegno sia verso la Royal Navy che verso l’industria cantieristica nazionale. Investiremo circa £ 14 miliardi (17.6 miliardi di euro) nella Marina e nell’industria navale nel corso dei prossimi dieci – quindici anni. Le future portaerei forniranno una importante capacità militare e sosterranno molti posti di lavoro, circa 10.000 durante il picco di produzione”.

L’Ammiraglio Sir Jonathon Band, Primo Lord del Mare e Capo di Stato Maggiore della Marina: “Sono ovviamente soddisfatto della notizia di oggi che, quando la joint venture sarà costituita, consentirà al Ministero della Difesa e all’industria di firmare il contratto per le due nuove portaerei. Queste navi con i loro aerei trasformeranno le capacità di difesa del Regno Unito quando entraranno in funzione, fornendo potere aereo a sostegno di tutta la gamma di future operazioni in mare, in aria e a terra”.

Le due nuove navi, la HMS Queen Elizabeth e la HMS Prince of Wales, le più grandi mai costruite in UK, entreranno in servizio rispettivamente nel 2014 e nel 2016 e ci rimarranno per almeno 50 anni. Sostituiranno le attuali unità classe Invincible con un assetto strategico, sviluppato in collaborazione con la Francia, in grado di aumentare significativamente le capacità di proiezione delle forze nazionali.
I francesi, che vorrebbero affiancare la nuova PA2 (Porte-Avions 2) alla Charles De Gaulle (impegnata fino a novembre in lavori di ammodernamento, manutenzione e riparazione), stanno riscontrando problemi nel reperimento dei fondi (circa 2.5/3 miliardi di euro), tali da portare Nicolas Sarkozy a chiedere al Primo Ministro Gordon Brown la costituzione di un gruppo congiunto di portaerei in modo che una delle due nazioni possa “prestare” all’altra la nave in caso di necessità.

UPDATE
: Realizzata l’alleanza industriale fra BAE Systems e VT Group con la creazione della joint venture BVT Surface Fleet (BVT), che combina le capacità di BAE Systems Surface Fleet Solutions e VT nella costruzione e supporto di navi da guerra, e le rispettive quote del 50% nella joint venture Fleet Support Limited (FSL). BVT opererà sulle strutture di Glasgow, Bristol (Filton) e Portsmouth.
BAE Systems come previsto avrà la quota di maggioranza del 55%.

MoD seleziona il Piranha 5 come veicolo base del Future Rapid Effect System (FRES)

Riferimento | Esercito | Europa |


Il Piranha 5 di General Dynamics (UK) Ltd è stato provvisoriamente selezionato dal Ministry of Defence del Regno Unito come l’Utility Vehicle del programma FRES volto a rinnovare gradualmente nei prossimi 30 anni la flotta di mezzi corazzati di medio peso del British Army. Sconfiggendo i concorrenti Boxer, del consorzio tedesco-olandese ARTEC (Krauss-Maffei Wegmann, Rheinmetall e Stork), e VBCI (Véhicule Blindé de Combat d’Infanterie), della francese Nexter, il Piranha è così il primo veicolo della famiglia FRES (Future Rapid Effect System) ad essere scelto, ma in via provvisoria come misura di riduzione del rischio e per affermare l’attuale vantaggio conquistato da GD-UK sui concorrenti.

Sandy Wilson, presidente e amministratore delegato di General Dynamics UK, ha dichiarato: “Siamo felicissimi che il Piranha V sia stato scelto dall’esercito inglese come utility vehicle del programma Fres. Con oltre 9.000 Piranha già in servizio, il pedigree della famiglia parla da sè. Abbiamo continuato il lavoro di sviluppo di nostra iniziativa, e lavoreremo in stretta collaborazione con il Ministero della Difesa per abbassare il livello di rischio del programma. Allo stesso tempo, continueremo a proporre la nostra offerta per il ruolo di Utility Vehicle Integrator (UVI) e per quello successivo Fres Specialist Vehicles (SV)”.

Analogamente il 6 febbraio 2008 il MOD ha annunciato che Thales UK e Boeing sono stati nominati offerenti preferiti per coprire il ruolo di SOSI (System of Systems Integrator), figura di vertice che si occuperà della gestione del programma, integrazione finale di tutti i sistemi e supporto lungo tutta la vita operativa.
Per il ruolo di UVI invece General Dynamics concorrerà a fianco di Lockheed Martin contro i consorzi a guida BAE Systems (in cui partecipa Selex Galileo) e Thales/Boeing.

FRES consiste in una famiglia di veicoli blindati per l’esercito britannico da 27–30 tonnellate, avio-trasportabili (A400M, C-130J) e integrati nella rete di Comando e Controllo networkcentrica, che rappresenterà la spina dorsale delle brigate leggere per il prossimo futuro e sostituirà alcuni elementi dell’esistente flotta di veicoli blindati che si stanno avvicinando al termine della loro vita operativa (FV103 Spartan APC, FV432, FV430, CVR-T, Saxon).
Il potenziale contratto vale più di 22 miliardi di euro (76 nell’intera vita operativa) per 3000 veicoli in 17 varianti divisi in 5 gruppi principali: Utility, ricognizione, corazzati medi, supporto alle manovre e configurazione base.

L’entrata in servizio dei primi esemplari della nuova classe di veicoli è stimata per il 2012.

US Army: Sviluppo di micro-robot per usi militari

Riferimento | Americhe | Industria |

L’U.S. Army Research Laboratory collaborerà con università ed industria per sviluppare una nuova generazione di droni autonomi miniaturizzati per raccolta dati di intelligence in ambiente urbano o terreni complessi, come montagne o grotte, in luoghi inacessibili o troppo pericolosi per personale umano. A tal fine BAE Systems, con un contratto di 38 milioni di dollari, è stata scelta per guidare il team di scienziati civili/militari che si occuperà di delineare le linee guida del programma. Gli studi derivanti dal programma MAST (Micro Autonomous Systems and Technology) serviranno a far progredire a livello scientifico e tecnologico le piattaforme robotiche in ambiti come la deambulazione e l’aeromeccanica su piccola scala, propulsione, rilevazione, elaborazione e comunicazioni, navigazione e controllo, microdispositivi e integrazione, e architettura generale di sistema.

Il Dr. Joseph Mait, dell’Army Research Laboratory, manager di MAST: “Le piattaforme robotiche estendono la percezione ed il raggio d’azione dei soldati, fornendo capacità operative che sarebbero altrimenti troppo costose, impossibili o pericolose da raggiungere”.

Il team lavorerà per cinque anni, con opzione per altri cinque.

Il MAST si articolerà in quattro principali aree di ricerca, con a capo altrettanti soggetti principali: BAE Systems guiderà gli studi sull’integrazione dei microsistemi, l’Università del Maryland ne curerà la meccanica, l’Università del Michigan la microelettronica, e l’Università della Pennsylvania guiderà gli studi sui sistemi di elaborazione ed operazioni autonome.
Collaborano anche in una o più aree di ricerca cinque mebri generali: L’Università della California a Berkeley, il California Institute of Technology ed il Jet Propulsion Laboratory, il Georgia Institute of Technology, l’Università del New Mexico e la North Carolina Agricultural and Technical State University.

F-35B: acceso il motore in vista del primo volo

Riferimento | Aerospazio | Americhe |

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L’F-35B, versione STOVL (short takeoff/vertical landing) del Lightning II, è stato oggetto di test a terra durante i quali è stato avviato per la prima volta il propulsore F135 di Pratt & Whitney, inaugurando la fase finale di prove in vista del primo volo in maggio/giugno. Il pilota collaudatore britannico Graham Tomlinson di BAE Systems ha effettuato due test portando il motore a piena potenza (senza postbruciatore), dopo aver condotto prove preliminari sull’ Integrated Power Package, che combina le funzioni di avviatore, generatore, sistema di climatizzazione e sostentamento di emergenza.
Sono stati anche testati i meccanismi di apertura e chiusura di tutti i portelli dorsali e ventrali del sistema STOVL.
L’F135 di Pratt & Whitney equipaggierà la prima serie di F-35B. L’F136, motore intercambiabile in fase di sviluppo da parte del GE Rolls-Royce Fighter Engine Team, farà il suo primo volo a bordo del Joint Strike Fighter nel 2010.
La prima serie di prove di volo avverrà con decolli e atterraggi convenzionali. All’inizio del 2009 si inizieranno a sperimentare le capacità STOVL con decolli corti, atterraggi verticali e hovering.

L’F-35 sarà il primo aereo STOVL stealth e supersonico. Destinato a sostituire gli AV-8B, gli F/A-18C/D e i GR7, entrerà in linea nell’USMC (United States Marine Corps), nella Royal Navy, nella Royal Air Force e nella Marina Militare Italiana.

L’ F-35B è una delle tre varianti del Lightning II. L’F-35A, versione a decollo ed atterraggio convenzionale ha iniziato il suo programma di test di volo nel dicembre del 2006 ed ha finora effettuato 40 voli superando le aspettative di performance ed affidabilità. L’F-35C, progettato per essere lanciato ed arrestato in modo convenzionale tramite catapulte e cavi d’arresto dal ponte delle portaerei della US Navy, farà il suo volo inaugurale nel 2009.

Il JSF sostituirà nelle varie flotte internazionali 13 modelli di aereo di 11 nazioni.

>> Intervista a Paul Bevilaqua, ideatore del sistema lift-fan presso la divisione Skunk Works di Lockheed Martin.

Aeronautica Militare Italiana Afghanistan AgustaWestland Airbus Military Alenia Aermacchi Alenia Aeronautica BAE Systems Boeing Darpa DCNS Difesa Antimissile EADS ESA Eurocopter Eurofighter Typhoon F-35 Lightning II JSF Fincantieri Finmeccanica General Dynamics Gripen India Italia KC-767 LCS Lockheed Martin M346 Marina Militare Italiana Marine Nationale MBDA Network Centric Warfare Northrop Grumman Raytheon Royal Air Force Royal Navy Russia SAAB Selex Galileo Selex Sistemi Integrati Sukhoi Telespazio Thales Thales Alenia Space UAV/UAS UCAV United Technologies

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