12 lug, 2007
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Gli scienziati riferiscono di aver scoperto per la prima volta la presenza di vapore acqueo nell’atmosfera di un pianeta oltre il nostro sistema solare.
La conferma è arrivata dopo un’analisi ad infrarossi del passaggio di questo gigante gassoso davanti alla sua stella.
Giovanna Tinetti, borsista dell’ESA presso l’Istituto di astrofisica di Parigi, e colleghi da tutto il mondo hanno usato i dati del telescopio spaziale Spitzer della NASA, puntando l’obiettivo verso il pianeta HD 189733b, distante 63 anni luce, nella costellazione di Vulpecula.
Il pianeta fu scoperto nel 2005 quando, passando davanti alla sua stella, ne affievolì la luce del 3% circa. Con l’aiuto del telescopio Spitzer, Tinetti e la sua squadra hanno tenuto sotto osservazione la stella, che è leggermente meno luminosa del sole. Hanno visto il suo bagliore diminuire su due bande di infrarossi (3,6 e 5,8 micrometri).
Se il pianeta fosse stato un corpo di roccia senza atmosfera, queste due bande e una terza (8 micrometri), recentemente misurata da una squadra di Harvard, si sarebbero comportate nello stesso modo.
Invece, quando la tenue atmosfera esterna del pianeta è passata davanti alla stella, la luce assorbita ha mostrato un comportamento diverso. L’atmosfera ha assorbito meno raggi infrarossi a 3,6 micrometri che alle altre due lunghezze d’onda.
“L’acqua è la sola molecola che può spiegare questo comportamento,” ha affermato Tinetti.
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23 mag, 2007
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I ministri degli stati membri Esa con delega alle attività spaziali ed esponenti dell’industria e della ricerca del Consiglio Europeo sulla competitività hanno stabilito in un recente incontro a Bruxelles l’adozione di una risoluzione riguardante la politica spaziale europea per consentire una presenza più forte e più coordinata dell’Europa sia nel settore militare che in quello civile.
In particolare le linee guida saranno la massimizzazione costo/efficacia dei sistemi spaziali, l’eliminazione dei duplicati non più sostenibili, una maggiore sinergia tecnologica fra i comparti difesa e civile, nazionale e internazionale, e un finanziamento duraturo delle applicazioni spaziali riconoscendone l’alto valore aggiunto e identificando lo spazio come motore di crescita chiave per l’industria europea.
Secondo Jacques Dordain, direttore dell’Agenzia Spaziale Europea, il consenso dimostrato dalle 29 nazioni Esa verso un’unica politica spaziale europea “è il messaggio più forte che l’Europa potesse inviare ai suoi cittadini e ai partner internazionali”.
Grazie a una comune politica spaziale l’Europa potrà mirare a rafforzare la sua posizione come global player e attore internazionale di rilievo.
7 mag, 2007
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Il satellite Giove-A ha trasmesso il primo messaggio di navigazione, contenente le informazioni necessarie a calcolare la posizione dei ricevitori a terra, grazie alla Navigation Signal Generator Unit (NSGU) sviluppata da Thales Alenia Space (società al 67% Thales e 33% Finmeccanica), passo importante verso la dimostrazione e validazione di tutte le tecnologie chiave del sistema affidata al GIOVE Mission Segment, che si avvale di una rete mondiale di 13 stazioni di controllo e telemetria e del centro di processazione e navigazione presso Noordwijk (NL).
Il messaggio è stato inviato al satellite dalla stazione a terra di Guildford (UK) e da esso trasmesso ai ricevitori, dimostrando in questo modo l’effettiva comunicazione utente-satellite-utente.
Giove-A è il primo satellite del programma a essere stato posto in orbita (primo segnale il 12 gennaio 2006) e finora ha fornito preziose informazioni circa la validità delle tecnologie in uso, dagli orologi atomici al rubidio allo studio dell’ambiente elettromagnetico in cui si troverà ad operare il sistema.
21 mar, 2007
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Il capo dell’Agenzia Spaziale della Federazione Russa (Roscosmos) Anatoly Perminov, il direttore generale Esa Jean-Jacques Dordain e della Commissione Europea Heinz Zourek hanno raggiunto un accordo tripartito di cooperazione nei campi delle applicazioni spaziali (osservazione della Terra, interoperabilità, navigazione e comunicazioni satellitari), dell’accesso allo spazio (lanciatori e futuri sistemi di trasporto) e dello sviluppo della scienza e tecnologia spaziale.
Questo accordo è un nuovo passo avanti nel processo di collaborazione spaziale tra Russia ed Europa.
Mosca equpaggerà con uno spettrometro a raggi gamma e neutroni la missione ESA BepiColombo e scienziati russi verranno coinvolti nel nuovo piano europeo di esplorazione Cosmic Vision. Nel campo dei lanciatori si sta procedendo nell’implementazione di lanci delle Soyuz dal centro spaziale europeo nella Guiana francese nonchè nello sviluppo di nuove tecnologie per i lanciatori futuri. Sul tavolo è anche in discussione la possibilità di cooperazione nello sviluppo di un nuovo veicolo di esplorazione con equipaggio.
A tal fine la Commissione Europea fornirà informationi mirate sui propri programmi spaziali agli scienziati russi interessati nella collaborazione.
Immagini: ESA