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Nuovo sistema di comunicazione satellitare per il bombardiere B-2

Riferimento | Aerospazio | Americhe |


Il nuovo sistem EHF (Extremely High Frequency) consentirà al bombardiere strategico B-2 Spirit di inviare e ricevere informazioni cento volte più velocemente di quanto possibile con l’attuale sistema UHF (Ultra High Frequency), interfacciandosi così con maggior efficacia alla global information grid del Pentagono e ponendo le basi per una continuazione della sua vita operativa a fronte degli avanzamenti tecnologici.
L’upgrade, che sarà a cura di Northrop Grumman e il cui valore totale è di 171 milioni di dollari, si svolgerà in tre fasi nell’arco di 62 mesi. La prima riguarderà la sostituzione dei computer per la gestione di volo con un’unica unità integrata di processazione sviluppata da Lockheed Martin, nuovi collegamenti a fibre ottiche e sistema di gestione dei dati sviluppato da Honeywell.
La seconda fase permetterà al B-2 la trasmissione e la ricezione di informazioni sulle frequenze EHF, mentre la terza ne riguarderà la completa integrazione avionica, assicurando così al bombardiere la transizione dall’attuale sistema satcom Milstar, alla rete satellitare Advanced EHF.
Il B-2 resta l’unico bombardiere a lunga autonomia ed elevata capacità di carico in grado di penetrare in profondità nelle difese aeree avversarie. Il Ministero della Difesa Americano intende puntare su questo assetto ancora a lungo e per lo scopo è stato oggetto di numerosi interventi di aggiornamento che ne hanno riguardato il sistema di rilascio delle armi, l’applicazione di un nuovo strato superficiale di materiale radar-assorbente AHFM (Alternate High-Frequency Material) che riduce i tempi di manutenzione e aumenta la prontezza operativa, l’installazione del sistema Link 16 per comunicazioni tattiche LOS (Line of Sight) e antenna AESA.

Prime prove in volo per l’EOTS dell’F-35 Lightning II

Riferimento | Aerospazio | Americhe |


L’Electro Optical Targeting System (EOTS), sistema di puntamento IRST, FLIR, laser e ottico dell’F-35, ha volato per la prima volta sul velivolo di prova Sabreliner partito dall’aeroporto di Goodyear, Phoenix, iniziando così una serie di test che precedono la sua installazione sull’aereo CATB (Cooperative Avionics Test Bed) per poi passare al JSF.
I test hanno riguardato l’analisi dei dati raccolti dai sistemi di ricerca e inseguimento all’infrarosso (IRST) e FLIR (Forward Looking Infrared), mentre a seguire verranno svolti quelli relativi alla cartografia ad alta risoluzione e designazione e inseguimento laser automatico dei bersagli.
L’EOTS verrà integrato nel Joint Strike Fighter all’interno di una struttura a finestra stealth a ridotta resistenza posta sul ventre anteriore del muso del velivolo, fornendo al pilota mediante collegamenti a fibra ottica con il computer di bordo capacità di ingaggio di bersagli aerei e terrestri con maggiore precisione rispetto agli attuali pod e da maggiori distanze.
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Novità nella classe Arleigh Burke

Riferimento | Americhe | Marina |

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Sabato 9 giugno entrerà in servizio la USS Kidd (DDG 100), caccia AEGIS costruito nei cantieri Northrop Grumman di Pascagoula, prima nave della variante “Alpha”, upgrade delle Burke in funzione di littoral warfare.
Nominata in onore dell’Ammiraglio di divisione Isaac Campbell Kidd Sr, primo ufficiale statunitense a morire nella seconda guerra mondiale combattendo a bordo della USS Arizona contro gli stormi giapponesi a Pearl Harbour, la nave, 9.300 t di dislocamento, velocità 30 nodi, incentrata sul sistema radar AN/SPY-1D, può trasportare 2 elicotteri SH-60B/R ed è armata con 96 lanciatori verticali Mk41 per missili SeaSparrow, Tomahawk e siluri ASROC VLA, tubi lanciasiluri MK32 per gli Mk46 e Mk50 e cannone MK45 MOD 1 5″/62.
L’entrata in servizio della Kidd, dilazionata per i danni subiti nel 2005 a causa dell’uragano Katrina, segue il recente battesimo della USS Truxtun (DDG 103).
Le nuovi navi multimissione possono condurre numerosi compiti che vanno dalla difesa aerea e antimissile all’attacco di profondità controcosta e possono operare sia indipendentemente che in collaborazione con gruppi navali per quanto riguarda gestione delle crisi, presenza e proiezione di forza.

Primo volo delle SDB II (Small Diameter Bomb)

Riferimento | Aerospazio | Americhe |

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Un F-15E Strike Eagle, partito dalla base aerea di Eglin, Florida, sede del 96° stormo dell’aeronautica militare statunitense, ha compiuto per la prima volta il rilascio di SDB II (Small Diameter Bomb Increment II), versione migliorata rispetto la precedente per quanto riguarda il multi-mode seeker.
Il test, effettuato a cura di Boeing e Lockheed Martin (capocommessa), ha visto procedere secondo i piani prestabiliti la verifica del sistema di trasporto BRU-61 (“smart” pneumatic carriage), attacco pneumatico esterno in grado di trasportare 4 SDB per 664 Kg (1.460 lb.) di peso complessivo, del sistema di autopilota e la sequenza di volo delle SDB, con la prevista apertura delle superfici di controllo aerodinamiche.
Dopo aver testato il design complessivo delle SDB II, ora si passerà all’integrazione del nuovo seeker della Lockheed Martin e del data-link di Boeing.
La famiglia delle SDB consente di quadruplicare il numero di armi trasportabili da un aereo, permettendo l’ingaggio di più bersagli per sortita aumentando in questo modo i vantaggi operativi rispetto al trasporto convenzionale di armi della classe delle 1.000 e 2.000 libbre.
In grado di operare in condizione ognitempo, a maggior distanza e contro bersagli fissi o in movimento grazie al sistema di navigazione inerziale e GPS, le SDB saranno uno degli armamenti principali di F-22 Raptor, F-35 Lightning II, UCAS (Unmanned Combat Air System), B-1 Lancer e B-2 Spirit.
Gli F-15E hanno utilizzato le SDB per la prima volta in combattimento in Iraq per missioni CAS nell’ottobre del 2006.

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